Reportage

Il sipario sul ritorno in campo dei Pulcini 2008 si alza nel weekend del 7/8 Ottobre 2017, dopo quasi 4 mesi dall’ultima entusiasmante “partita” che vide impegnate la gambe di alcuni e il cuore di tutti in quel di Pontevilla, coronata da un bellissimo e meritatissimo successo.
Tempi lontani anni luce, visti con gli occhi di adesso.
Cambiano i nostri ragazzi, i nostri figli. Pochi mesi alla loro età sono pochi e tanti a seconda del modo in cui il tempo decide di definire la loro crescita e agire sui loro lineamenti e caratteri.
Sono sempre loro, ma indubbiamente cresciuti, chi più chi meno.
Sono tanti 4 mesi, non più pochi, quando ti confronti con le discontinuità naturali e fisiologiche di un percorso che riguarda lo sport dei ragazzi e magari ancor più col “calcio” dei ragazzi. Non c’è più Riccardo Ferretti, passato da noi una sola stagione; non c’è più tra di noi Ricky Tomassini che invece coi nostri figli, a Santa Sabina, ci era “nato e cresciuto”, finché la sua maglia ha perso la striscia verticale blu e acquisito un nuovo più prestigioso scudetto: degno e giusto riconoscimento di talento, ma ancor più di serietà, passione e abnegazione. Non sono pià tra di noi, ma nei nostri cuori e dei loro compagni ci sono sempre questi ragazzi e a loro portiamo, quando si alza il sipario, un pensiero e il nostro affettuoso saluto. In bocca al lupo!
Il vento ha invece portato tra noi 5 nuovi ragazzi e invece a loro, dopo averglieli fatti di persona, tutti, rinnoviamo un caloroso benvenuto. A Gabriele, Giovanni, Claudio, Davide e Filippo va invece l’abbraccio di chi spera che tra di noi, con noi nuovi compagni di squadra, il percorso si rivelerà proficuo e bello, ancor più bello se possibile, di quanto magari vi aspettavate quando, il primo giorno, avete calcato il nuovo terreno di Santa Sabina.
Sono tanti 4 mesi, come se fossero un tempo infinito, quando registri la “frattura”, la discontinuità, tra chi ti formava e chi ti forma adesso; quando “senti” dentro quel misto di curiosità e trepidazione –che magari può nascondere, perché no? una lieve preoccupazione, che sempre accompagna la certezza relativa al valore del percorso fatto e l’incertezza relativo al disegno che i nostri nuovi mister riusciranno a produrre sulla formazione sportiva e non solo dei nostri ragazzi; e su noi genitori, il ricordo di questo periodo.
Il testimone passa dall’eccellente anno con i mister Giacomo Raschi e Carlo Tinozzi a quello che adesso ha già cominciato a dispiegarsi dinanzi a noi, insieme ai mister Gigi Luttazzi e Andrea Piccoli e di cui cominciamo a percepire già il valore: nel segno della continuità, a dispetto della “frattura”.
Cambiano gli uomini ma sembra che ci siano posti, luoghi, scenari e palcoscenici in cui se ci sei, se ti ci trovi, in qualche modo il percorso può interrompersi o rompersi mille volte, allungarsi o accorciarsi attraverso cambi di direzione anche bruschi, ma nulla cambia realmente; la qualità è quella, quella di sempre e l’incedere entusiasmante. Ancor più forse, chissà.
Per ora sono le nostre sensazioni –positive- a parlare; i “discorsi da bar” questo  lasciano trasparire se non esplicitamente affermano. La luce negli occhi dei nostri figli, la loro voglia di andarci, lì a Santa Sabina, ad allenarsi e giocare, il loro entusiasmo di ogni istante questo racconta.



Si alza il sipario dunque sui due gruppi 2008 nella splendida cornice –anche meteo- di Santa Sabina. Apre le danze Mister Piccoli che raduna intorno a sé Emanuele, Mattia, Claudio, Diego De Simone, Anas, Nicola, Erion, Riccardino, Diegone Pasqualoni, Michele, Filippo e Alessio Stan per la prima 7vs7 contro gli “argentini” della Pievese: più volte affrontati –e ricordiamo in particolare come ultimo il triangolare di semifinale del nostro “Trofeo Mariotti”, a giugno – i ragazzi in tenuta biancoceleste si sono sempre distinti per correttezza e coralità e per le abilità di 3 o 4 di loro, tra cui ricordiamo con piacere il piccolo mancino dalla lunga chioma di nome Leo.



 



In piedi, da sinistra vs destra: Fabio Pasqualoni (superaccompagnatore), Michele Ranocchia, Erion Lajqi, Nicola Iachini, Annamaria Cassetta (Superaccompagnatrice), Anas Douichich, Diego De Simone, Diego Pasqualoni, Alessio Stan, Emanuele Anelli, Mister Andrea Piccoli.

Accovacciati, da sinistra vs destra: Filippo Scocciolini, Davide Caporalini, Lorenzo Sgalla, Andrea Miccioni, Mattia Bova e Claudio Bungeac!

 




Risulta subito evidente che i nostri non hanno paura. Il confronto col campo più grande non crea timidezza, anzi, come dimostrano alcuni 1vs1 azzardati e magari vinti dai nostri anche in zona difensiva sia i tentativi di arrivare alla realizzazione, che Erion sfiora un paio di volte. Non si percepisce smarrimento e la crescita è soprattutto mentale: l’anima tocca dannarsela e ce la danniamo. C’è un discreto ordine e a tratti la palla riesce anche a transitare tra le linee in maniera accettabile. Lollo Sgalla si assume la responsabilità di portare in porta splendidamente l’unico nostro gol, merito suo e di tutti; con elogi in particolare –parole del Mister, per Ricccardino e Alessio. 
 




Bravi ragazzi, tutti. “I ragazzi hanno voglia: voglia di fare e di crescere. Ho molto lavoro da fare ma il “materiale” a disposizione è promettente. Credo che potremo fare grandi cose”, afferma Mr Piccoli in sala stampa. E noi ci crediamo!


 


Per il gruppo di Mister Luzzatti, l’attesa dura solo poche ore in più e il ciack-si-gira si ode domenica mattina, ore 10:30. Qui aspettiamo la “supercompagine 2009” apparecchiata dal nuovo percorso di selezione urbi-et-orbi che da quest’anno si svolge nel nuovo settore giovanile del Perugia Calcio.




E’ la nostra prima “sopraquota” ma Luca, Gabriele, Giovanni, Thomas, Lorenzo Cavalaglio, Alessio Cofone, Antonio, Tommaso, Federico, Giacomo, Lorenzo Sabatini e Filippo Tardioli lo sanno bene che qui ci sarà da sudare perché di sottoquota c’è solo l’anagrafica, non certo le abilità dei nostri compagni di partita. E lo score finale, benché oggettivamente strettissimo per i nostri, ne è testimonianza, raccontando, almeno sul taccuino, un incontro che fila via in parità pressoché assoluta: 0-0 0-1 2-0, con gol da parte nostri di Luca Antognarelli e Lorenzo Cavalaglio.
Il test è significativo anche qui e riguarda, in particolare, la capacità di inserimento dei nuovi, la “sostituzione” come ruolo di “pivot” di Ricky Tomassini (con chi?, come?), la tenuta fisica e l’ordine tattico generale. (Ci manca Gregorio, assente giustificato per motivi famigliari e a lui va un caro saluto.)




Mr Luzzatti apparecchia immediatamente una formazione solida e dinamica allo stesso tempo e la sensazione è che qualunque variazione di “uomini e ruoli” offerta sia rivolta a conseguire gli stessi risultati tecnico/tattici: squadra che si muove, alzandosi e abbassandosi all’unisono, movimento continuo, difesa alta, interdizione e pressing in ogni zona del campo; difesa solida e fasce veloci.
L’innesto dei “nuovi” è apparso discreto, benché certamente ancora ”in progress”; le soluzioni alternate Giacomo e Tommaso in cabina di regia hanno offerto vari spunti positivi. La circolazione della palla, ad eccezione di qualche passaggio a vuoto e/o black out, è sembrata fluida, con molti scambi di prima e vari filtranti per gli attaccanti. Buonissima la tenuta fisica e la corsa delle fasce. Come l’anno scorso, brillante e altissima la diga difensiva guidata da quello che a mio avviso è stato il migliore in campo, Alessio Cofone; soliti ma sicuramente aggiustabili, problemi realizzativi con un rapporto palle gol/reti segnate decisamente da rivedere. 
 



“Moderatamente soddisfatto, si”, si lascia sfuggire Mr Luttazzi ai microfoni a fine partita. “Bel gruppo che già ha una buona connotazione da squadra coesa: si nota il lavoro molto buono che li ha portati qui attraverso questi anni; penso che con questi ragazzi si possa lavorare davvero bene. E lavoreremo bene”. Ne siamo convinti, Mister Luzzatti!



 


Il racconto più bello è, al di là di tutte queste parole e delle mille altre che si possono fare intorno a un we, a due partite è quello che appartiene, muto, agli occhi dei ragazzi, dei nostri “bambini”. Che descrive una grande attenzione e una forte determinazione prima di entrare in campo e alla parole dei mister; ma ancor più, dopo. Ecco, dopo.

Quando le docce lasciano il campo alla corsa verso la merenda. Verso il “Quarto Tempo”, dicono loro, “perché i primi tre li abbiamo giocati in campo, no?” Quando il prima, qualunque cosa sia stato, lascia il posto al relax, alle risate, al sorriso.

Tutti insieme.

Sempre.